ANNO DELLA MISERICORDIA PER TENER VIVO LO SPIRITO DEL CONCILIO VATICANO II

By 19 giugno 2016 notizie

Pellegrini: come e con Maria Nel capitolo 8° della Lumen Gentium (LG) che parla della Madonna, il Concilio afferma che anche Maria ha camminato nel pellegrinaggio della fede conservando fedelmente la sua unione col Figlio (cfr. LG 58). Maria dunque ci precede nel pellegrinaggio della vita quotidiana, accompagnando e sostenendo il nostro cammino di fede. Il pellegrinaggio o, ancor meglio, il sentirci “pellegrini e forestieri in questo mondo” è per noi cristiani qualcosa di costitutivo. Nel libro degli Atti (9,2) i primi cristiani sono chiamati “quelli della via”, definizione che Gesù dà di se stesso (“Io sono la via, la verità, la vita” – Gv 14,6). Ecco perché essere Chiesa significa stare insieme sulla strada … percorsa da Gesù, una “via” (cioè uno stile di vita) a cui la Vergine Maria aderì con tutto il suo essere e a cui rimase fedele fino alla fine. Durante l’Anno della fede, in un incontro dedicato a Maria, Papa Francesco si domandava: “In che senso la fede di Maria è stata un cammino? Nel senso che tutta la sua vita è stata seguire il suo Figlio: Lui – Gesù – è la via, Lui è il cammino! Progredire nella fede, avanzare in questo pellegrinaggio spirituale che è la fede, non è altro che seguire Gesù, ascoltarlo, lasciarsi guidare dalle sue parole; vedere come Lui si comporta e mettere i nostri piedi nelle sue orme, avere i suoi stessi sentimenti e atteggiamenti. E quali sono, i sentimenti e gli atteggiamenti di Gesù? Umiltà, misericordia, vicinanza, ma anche fermo rifiuto dell’ipocrisia, della doppiezza, dell’idolatria. La via di Gesù è quella dell’amore fedele fino alla fine, fino al sacrificio della vita, è la via della croce. Per questo il cammino della fede passa attraverso la croce e Maria l’ha capito fin dall’inizio, quando Erode voleva uccidere Gesù appena nato. Ma poi questa croce è diventata più profonda, quando Gesù è stato rifiutato: Maria sempre era con Gesù, seguiva Gesù in mezzo al popolo, e sentiva le chiacchiere, le odiosità di quelli che non volevano bene al Signore. E questa croce, Lei l’ha portata! Allora la fede di Maria ha affrontato l’incomprensione e il disprezzo. Quando è arrivata l’“ora” di Gesù, cioè l’ora della passione, la fede di Maria è stata la fiammella nella notte, quella fiammella in piena notte. Nella notte del sabato santo Maria ha vegliato. La sua fiammella, piccola ma chiara, è stata accesa fino all’alba della Risurrezione; e quando le è giunta la voce che il sepolcro era vuoto, nel suo cuore è dilagata la gioia della fede, la fede cristiana nella morte e risurrezione di Gesù Cristo. Perché sempre la fede ci porta alla gioia, e Lei è la Madre della gioia: che ci insegni ad andare per questa strada della gioia e vivere questa gioia! Questo è il punto culminante – questa gioia, questo incontro di Gesù risorto e Maria, immaginiamo come è stato … Questo incontro è il punto culminante del cammino della fede di Maria e di tutta la Chiesa. Com’è la nostra fede? La teniamo accesa, come Maria, anche nei momenti difficili, i momenti di buio? Ho sentito la gioia della fede?” (PAPA FRANCESCO, Sabato, 12 ottobre 2013) Voglia il Signore che ciascuno di noi possa sperimentare proprio questo: la gioia della fede! Cioè, quanta gioia, pace e forza dona il nostro essere discepoli di Gesù, il rimanere uniti a Lui come tralci alla vite, il nostro fidarci e affidarci totalmente a Lui, accompagnati e sorretti dalla fede di Maria. Continuiamo, allora, ad approfondire la conoscenza di Maria e della sua missione materna verso Gesù e verso ognuno di noi ripercorrendo alcune affermazioni del cap. 8° della Lumen Gentium. Come si colloca nella Costituzione dogmatica conciliare LG la riflessione sulla Vergine Maria? Come abbiamo brevemente introdotto nel numero precedente del Bollettino, nel capitolo 8° della LG la figura di Maria è stata riletta e riproposta a partire dalla parola di Dio, dai testi della tradizione patristica e liturgica, oltre che dalla ampia riflessione teologica e spirituale. Per questo Maria appare in tutta la sua bellezza e singolarità, e strettamente inserita nei misteri fondamentali della fede cristiana. Tutto ciò è ancor più significativo se si tiene presente la Costituzione dogmatica nella sua interezza. La struttura della costituzione Lumen Gentium va dal generale al particolare. Dopo aver contemplato il mistero della Chiesa (cap.1), passa a considerare il popolo di Dio visto nel suo complesso (cap. 2). Con il cap.3 la costituzione comincia a parlare dei singoli membri della chiesa: della gerarchia (cap.3), dei laici (cap.4) e dei religiosi (cap.6), precisando anzitutto che la vocazione di questi ultimi alla santità va collocata entro il quadro della vocazione universale della Chiesa alla santità (cap.5). Il cap.7 riporta di nuovo lo sguardo su tutta la Chiesa, sul suo carattere escatologico (cioè sul suo destino ultimo) e sulla sua unione con la Chiesa celeste. In questo quadro, il cap. 8°, che riguarda la Vergine Maria, è nello stesso tempo conclusione e riassunto di tutta la costituzione. La prospettiva escatologica del capitolo precedente viene personalizzata e Maria è presentata come “sovreminente e del tutto singolare membro della Chiesa e sua figura ed eccellentissimo modello nella fede e nella carità” (LG 53). Questo significa che in Lei possiamo vedere che cosa sia veramente la Chiesa e come ogni membro di essa è chiamato a vivere e agire. In questo senso, come dicevamo all’inizio, Maria ci precede e ci accompagna non solo nell’avventura della vita, ma anche nel cammino di fede. A Lei guarda la Chiesa tutta e ogni credente per imparare a seguire Gesù, Signore risorto, e per essere nel mondo lievito di vita, di verità, di bellezza e, soprattutto, un segno concreto dell’amore e della misericordia di Dio. Maria dopo l’Ascensione Al n. 59 del documento leggiamo: “Essendo piaciuto a Dio di non manifestare apertamente il mistero della salvezza umana prima di effondere lo Spirito promesso da Cristo, vediamo gli apostoli prima del giorno della Pentecoste «perseveranti d’un sol cuore nella preghiera con le donne e Maria madre di Gesù e i suoi fratelli» (At 1,14); e vediamo anche Maria implorare con le sue preghiere il dono dello Spirito che all’annunciazione, l’aveva presa sotto la sua ombra. Infine la Vergine immacolata, preservata immune da ogni macchia di colpa originale finito il corso della sua vita terrena, fu assunta alla celeste gloria in anima e corpo e dal Signore esaltata quale regina dell’universo per essere così più pienamente conforme al figlio suo, Signore dei signori (cfr. Ap 19,16) e vincitore del peccato e della morte.” a) La presenza orante di Maria nel Cenacolo. Innanzitutto il testo ricorda la presenza attiva di Maria tra gli Apostoli e i primi discepoli di Gesù: è una presenza materna e orante. Il fatto che il Concilio abbia voluto sottolineare la sua presenza con gli Apostoli, indica che l’intercessione di Maria ha avuto, ed ha, una portata ecclesiale. Infatti, proprio il collegamento che il testo conciliare fa tra l’Annunciazione e la Pentecoste, cioè tra la nascita di Cristo Capo ad opera dello Spirito Santo e la manifestazione del Corpo di Cristo – la Chiesa – ad opera dello stesso Spirito Santo, indica la continuità sia dell’azione dello Spirito, sia della attiva partecipazione di Maria ai due eventi: nell’annunciazione Maria accetta di diventare la Madre del Salvatore e a Pentecoste diviene la Madre dei salvati. Lo Spirito discende nuovamente su di Lei con una ulteriore pienezza di doni in vista della sua nuova maternità «verso tutti gli uomini, specialmente verso i fedeli» (n. 54). La preghiera perseverante di Maria nel Cenacolo non è soltanto un’attesa permeata di raccoglimento e fervore, ma – precisa il Concilio – è un’implorazione del dono dello Spirito: Maria intercede il dono dello Spirito su tutta la Chiesa e su ogni singolo discepolo di Gesù perché sperimenti tutta la potenza e l’efficacia del disegno misericordioso del Signore. Ella è dentro la comunità cristiana e prega con la comunità; ma lo fa a un titolo speciale: come Madre di Dio e come dimora dello Spirito Santo. Il testo conciliare inoltre, accennando alla discesa dello Spirito Santo in Maria nell’Annunciazione usa il termine biblico “adombrare”, “ricoprire con l’ombra” che designava la presenza di Jahwéh in mezzo al suo popolo per mezzo della nube nell’Arca dell’Alleanza (1Re 8,10-12). Il testo allude così a Maria nuova Arca dell’Alleanza, inabitata dal Verbo fatto carne in lei. Si evidenzia perciò un chiaro parallelismo: come Maria cooperò in modosingolare con lo Spirito Santo nella concezione verginale di Cristo, così a Pentecoste Ella ha collaborato in maniera unica con lo Spirito Santo alla nascita della Chiesa, che è il prolungamento di Cristo nel tempo e nello spazio. b) La glorificazione finale di Maria. Fin dall’annuncio dell’angelo la Vergine Maria è stata ed è rimasta sempre, in progressivo crescendo, interamente conformata al Figlio nel suo mistero salvifico. La sua glorificazione celeste in anima e corpo porta a definitivo compimento questa sua somiglianza con Lui: Cristo, ora, è interamente nella Madre sua, e Lei è tutta in Lui per vivere e operare ancora con Lui dal cielo a servizio dell’umanità redenta. La sua verginità perpetua, che è anzitutto quella del cuore, ossia della fede, è stata la sua perfetta disponibilità a Dio. Anche l’Assunzione e la sua regalità universale sono dei privilegi, ma dicono il pieno trionfo della grazia redentrice di Cristo; privilegi anticipati perché Maria è redenta in modo più sublime. L’Assunta è la nostra glorificazione anticipata. Ogni dono divino, in Maria, come in noi, ha una dimensione sociale: è sempre in vista del bene e della felicità dell’intera umanità. Tutta la vita di Maria è stata un servizio d’amore: fu l’ancella del Signore che serbò fedelmente la sua unione con Cristo fino alla croce (cfr. LG 56 e 58). Come serva del Signore, Maria si abbandonò totalmente alla volontà di Dio; rinunciò alle sue vedute personali accettando il mistero della maternità verginale. Non si attaccò al privilegio di essere la Madre di Dio , ma visse una vita ordinaria, comune agli uomini e alle donne del suo tempo, nella povertà e nel lavoro; accettò la sofferenza, sempre e in tutto associata all’offerta del Figlio. Di fronte a tanto amore e a tanta fedeltà, non poteva mancare la risposta del Padre che esalta gli umili. Così, Colei che si è conformata a Cristo nella sua vita terrena, è ora regina dell’universo accanto al Signore glorificato. In Lei, primizia dei risorti in Cristo, risplende la piena vittoria sul peccato e sulla morte che attende anche ciascuno di noi, pellegrini nella fede, nella speranza e nell’amore fino alla fine. Sì, ce la possiamo fare! Ricordando che la fede ci porta sempre alla gioia e Lei è la Madre della gioia. Maria ci insegni ad andare per questa strada della gioia che Lei ha percorso per prima con Gesù, vivendo e donando questa gioia a tutti coloro che incontriamo sul nostro cammino!

Missionarie dell’Immacolata P.Kolbe