La Parola del Vescovo

By 18 ottobre 2016 notizie

Dio ha visitato e redento il suo popolo” (Lc 1,68) Ogni mattina nella preghiera delle Lodi tutta la Chiesa proclama il cantico vche inizia così: “Benedetto il Signore, Dio d’Israele, perché ha visitato e redento il suo popolo”. Zaccaria, il padre di Giovanni Battista, il figlio nato dalla moglie sterile, benedice il Signore perché la nascita prodigiosa del suo figlio preannuncia la nascita in assoluto più stupenda: quella del Salvatore promesso a Davide. Attraverso questo Bambino, Dio visita il suo popolo e l’umanità intera. Così l’Amore misericordioso entra nella storia umana, facendosi lui stesso uomo. Dio ci visita “come un sole che sorge dall’alto, grazie alla sua tenerezza e misericordia” (cf. Lc 1,78). Così gli uomini fanno esperienza del perdono dei peccati, della luce che vince le tenebre, dell’amore che supera ogni male. Questo canto viene a proposito all’inizio del nuovo Anno pastorale 2016-2017 per due motivi. Primo, perché avremo la nostra Assemblea ecclesiale proprio su questo tema che ci prepara alla “visita pastorale” alle parrocchie e alle unità pastorali, alle comunità religiose ed ecclesiali, all’intera Diocesi. Secondo, perché il prossimo 13 novembre, nella solennità dei Santi Patroni Florido e Amanzio, celebreremo la conclusione del Giubileo della Misericordia nel quale tutti abbiamo sperimentato una “visita” particolare del Signore, la sua misericordiosa vicinanza. Il Signore ci visita misteriosamente anche attraverso le sofferenze di vario genere. Nel senso che ci è vicino anche, e oso dire in modo particolare, nelle gravissime calamità, come quella del terremoto che ha toccato anche la nostra terra. Sia questo, fratelli e sorelle, un momento di grande solidarietà in ogni forma possibile (la Chiesa italiana ha indetto una raccolta di offerte in denaro per domenica 18 settembre: vedi più avanti) nei Diocesi di Città di Castello confronti di chi ha perso persone care e beni; momento di riflessione seria sulle nostre responsabilità a prevenire, per quanto dipende da noi, morte e distruzione; momento di preghiera e di vicinanza affettiva. Davvero tanti e belli i gesti gratuiti, e perfino eroici, messi in atto, non raramente con risultati positivi, nei confronti delle persone coinvolte. È un bell’incoraggiamento a fare come loro. Ricordiamoci però che il male ancor più grave – e questo dipende dagli uomini! – è la guerra, la violenza, l’ingiustizia, la corruzione. Mettiamoci le mani sulla coscienza, impegnandoci ad essere uomini di giustizia, pace, riconciliazione, perdono… Impariamo ad essere davvero fratelli: la cosa più bella di tutte per il bene di tutti! Tutto questo ci impegna a pregare perché il Signore, per intercessione della Beata Vergine e dei santi, ci doni l’abbondanza del Suo Spirito che stimoli ognuno di noi a dare il proprio contributo in campo sociale ed ecclesiale. L’avvio “spirituale” dell’anno pastorale è già avvenuto con la solennità dell’Assunta, celebrata in modo particolare qui a Canoscio, e con la solennità della Madonna delle Grazie, il 26 agosto. Confortati dal materno aiuto di Maria, auguro a me, a voi, a tutta la Chiesa Tifernate un fruttuoso Anno pastorale! Ai bambini, ai ragazzi, ai giovani un buon anno scolastico! A tutti auguro di assolvere al meglio alle responsabilità che ognuno ha. Con affetto benedico.

+ Domenico Cancian f.a.m. Vescovo